A cura di Alessandro Ansuini e Silvia Molesini

• time •

oggi
maggio 2009
dicembre 2008
settembre 2008
giugno 2008
maggio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
settembre 2007
giugno 2007
aprile 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
febbraio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
luglio 2004
giugno 2004
aprile 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003


• space •

i figli belli
Officine Letterarie Ansuini
Rimbaud
Silvia Molesini
Smith & Laforgue

• way •

visitato *loading* volte


• entry •


CREDITS
template @ Kira

domenica, dicembre 21, 2003

...E le rose di T.S. Eliot - Di David Ponzecchi

 

…e le rose di T.S. Eliot saranno le ore della morte

in quel tempo che è una melma di gabbiani

che sposa S. Beckett ai Quattro Quartetti

oppure no.

 

Lo stile del linguaggio è un’affermazione del linguaggio.

 

Così…

…come comprendere le “rocche irsute”?

 

Esse sono rocce coperte di alberi

e i “seni” sono le tette che stritoliamo ansimando

guardando il cuscino

le labbra sul cotone e le mani tra me e te.

 

 

Wittgenstein

Wittgenstein

Wittgenstein

 

 

“Di ciò su cui non si può parlare si deve tacere”

Io amo questo e taccio sui significanti.

 

Oh, mondo, mondo,

ignorare come sei mi fa impazzire

di fatica e ignoranza,

vuoto di te e pieno di me,

strangolo i figli dell’analisi e mi affido

agli specchi che sono i miei occhi,

all’autocelebrazione delle mie mani che godono

di un foglio di un libro così come della vagina.

trascritto da ansuini 06:14commenti

 

•••

 

domenica, dicembre 07, 2003

 

LETTERE & CAFFE' - di Omar Kesabian

Bentrovate cenerentole
sono appena ritornato nel mio corpo
da una passeggiata sui cornicioni dell’anima

sapete com’è

pioveva

e ho sfasciato il collo d’una bottiglia sul Colosseo
per tagliarmi le labbra bevendo
e venirmi a piangere nei polsi
il mio problema è che ogni persona che incrocio
anche per la strada
non mi sfila accanto ma
m’entra dentro come una macchina a fari spenti

ho barattato una futura vendita di ventimila copie
con un paio di calze rosse
ho avuto un rapporto sessuale con una libreria feltrinelli
mettendogli dentro un sasso e se vi piace
chiamatelo stupro

(irruente rimbaudiano ma ca va
questo è il tempo dei manichini)

rivoluzioni rivelazioni
i mendicanti della vanità
camuffati da ventaglio
s’agitano fiacchi tutti con le gambe incrociate
il suono della poesia è un’attesa vuota
- gli ho visto gli occhi, mentre meditavo di toccare il seno del pianoforte –
erano tutti salmi nell’attesa
e poi uno due tre
mani nella scatoletta
clap clap clap
monetine sugli occhi mentre a firenze
qualcuno annotava una sera viola e una tragica
disposizione di nubi
- a firenze se sei dio ti consegnano il foglio delle cameriere -
ma lo dicevo ad un telefono
ad uno che è pallido come rimbaud
o forse ho dimenticato
e dunque:
stavamo nella sera o potrei dir meglio
nella sera ci avevano messi
ed eravamo annoiati o tragici
su una sedia come polvere nostalgica
senza erba sulle guance fitta mitraglia di steli
nemmeno un indiano a cui comprare una rosa
per la poetessa con la gonna dorata
triste nella sera dei vangeli
quanta eleganza sprecata





















































trascritto da ansuini 05:33commenti (6)

 

•••