A cura di Alessandro Ansuini e Silvia Molesini
![]()
i figli belli
Officine Letterarie Ansuini
Rimbaud
Silvia Molesini
Smith & Laforgue
![]()
visitato *loading* volte
CREDITS
template @ Kira
...E le rose di T.S. Eliot - Di David Ponzecchi
…e le rose di T.S. Eliot saranno le ore della morte
in quel tempo che è una melma di gabbiani
che sposa S. Beckett ai Quattro Quartetti
oppure no.
Lo stile del linguaggio è un’affermazione del linguaggio.
Così…
…come comprendere le “rocche irsute”?
Esse sono rocce coperte di alberi
e i “seni” sono le tette che stritoliamo ansimando
guardando il cuscino
le labbra sul cotone e le mani tra me e te.
Wittgenstein
Wittgenstein
Wittgenstein
“Di ciò su cui non si può parlare si deve tacere”
Io amo questo e taccio sui significanti.
Oh, mondo, mondo,
ignorare come sei mi fa impazzire
di fatica e ignoranza,
vuoto di te e pieno di me,
strangolo i figli dell’analisi e mi affido
agli specchi che sono i miei occhi,
all’autocelebrazione delle mie mani che godono
di un foglio di un libro così come della vagina.
LETTERE & CAFFE' - di Omar Kesabian
Bentrovate cenerentole
sono appena ritornato nel mio corpo
da una passeggiata sui cornicioni dell’anima
sapete com’è
pioveva
e ho sfasciato il collo d’una bottiglia sul Colosseo
per tagliarmi le labbra bevendo
e venirmi a piangere nei polsi
il mio problema è che ogni persona che incrocio
anche per la strada
non mi sfila accanto ma
m’entra dentro come una macchina a fari spenti
ho barattato una futura vendita di ventimila copie
con un paio di calze rosse
ho avuto un rapporto sessuale con una libreria feltrinelli
mettendogli dentro un sasso e se vi piace
chiamatelo stupro
(irruente rimbaudiano ma ca va
questo è il tempo dei manichini)
rivoluzioni rivelazioni
i mendicanti della vanità
camuffati da ventaglio
s’agitano fiacchi tutti con le gambe incrociate
il suono della poesia è un’attesa vuota
- gli ho visto gli occhi, mentre meditavo di toccare il seno del pianoforte –
erano tutti salmi nell’attesa
e poi uno due tre
mani nella scatoletta
clap clap clap
monetine sugli occhi mentre a firenze
qualcuno annotava una sera viola e una tragica
disposizione di nubi
- a firenze se sei dio ti consegnano il foglio delle cameriere -
ma lo dicevo ad un telefono
ad uno che è pallido come rimbaud
o forse ho dimenticato
e dunque:
stavamo nella sera o potrei dir meglio
nella sera ci avevano messi
ed eravamo annoiati o tragici
su una sedia come polvere nostalgica
senza erba sulle guance fitta mitraglia di steli
nemmeno un indiano a cui comprare una rosa
per la poetessa con la gonna dorata
triste nella sera dei vangeli
quanta eleganza sprecata