A cura di Alessandro Ansuini e Silvia Molesini

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lunedì, novembre 07, 2005

Posto che si dice inverno

di Iole Toini, dal sito www.alveare.splinder.com

 Un punto, non la meta.
L’ombelico
dove scendere in slittino
le ali delle dita
per diecimila porte
le mie gambe.

L’inverno si dice rallenti.
Difatti tu mi inchiodi al taglio
della legna, nel bosco dei folletti.

Sono Biancaneve e curvo sulla luna.


Non ho lepri tenere.
Il reticolato, piuttosto
un rospo, una ciliegia,
gli abeti dei miei seni.

Somiglio a un’arancia
la casina da succhiare
una canadese:
dentro tutto
fuori tutto
niente da restituire.

Le mie scarpine rosse
sfiniscile all’entrata
poi conta quanto dista
il circolo polare dalle dita.

Lì, cruda sulla pancia
coprimi di intonaco le cosce
la stanza della bocca
le manigrattacieli, su,
fino a toccare il vespro della nuca.

Mi so ingrandire. Pericolosa
provoco la sporgenza.


L’ubbidienza non somiglia alla mia lingua.

Mi arroto sul punteruolo
la veduta senza orizzonte
posto che si dice inverno
dove tu nevichi e nevichi
e nevichi.

 

trascritto da molesini 19:50commenti (3)

 

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