A cura di Alessandro Ansuini e Silvia Molesini

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mercoledì, dicembre 07, 2005

Tamburi disgraziati: versione ‘show me baby’
di Luigi Romolo Carrino


Per mezzanotte la strada sarà segreto impossibile
piena di segnali dalla crittografia incantata – show me baby –
per mille e mille capezzali da decifrare al nostro letto.
Tamburi e lenzuola fanno male al bianco della stanza
al male che c’è senza che io sappia il fare – un orlo ad esempio.
Dire ritmico possente prende suoni fissi e orologi
l’ozio delle ombre bugiarde si fa serio serio – show me, baby –
spiegando esagerati suicidi pallidi a pallidi
pallidi omini privi d’ogni causa e saturi d’effetti – o d’affetti?.
Tamburi schizofrenici nella bella estate che sviene
collere stipate in cuore al cuore nero. Al buio invocate
le mani capaci battono ipocondriche – invocano Genesi disperate
così disperate, così, disperate disperate, disperate ho detto, così.
Tra tamburi e ovatte le distratte note perfette delle falangi
spezzate senza che tu sappia spazio tra il letto largo a vene lente.
Nel rito del distacco suona l’aria il presentimento o il destino.
L’innocenza non impara il candore dalle pieghe della luna,
il solito cuore - il prodotto di due numeri primi così grandi
senza chiave, musica immaginata a bum bum spenti, ovattati .
La notte suona mille carezze disgraziate, lo sapevate?.
Suona i cento tamburi disgraziati la notte – show me, baby? –
insegna a dormire senza scrupoli, senza messe.

trascritto da ansuini 00:07commenti (1)

 

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