A cura di Alessandro Ansuini e Silvia Molesini

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sabato, aprile 01, 2006

ESTASI E MARTIRIO di Gianruggiero Manzoni


                                                              alla scrittura

Ti ho incontrata nell’estasi e nel martirio.
Possedevi lunghe radici, un cuore fisso e
immacolato, un tenero profilo, un secco labbro
forte agl’inverni e ai turbamenti.
Affrontavi le pagine con delicatezza - una a una -
sfogliando adagio, e liberandoti al sapere.
A volte parlavi e a volte fremevi:
“Non ho stretto alcun uomo. Poco ho vissuto.
Poco ho amato. Perché, a quell’albero e a quel ramo,
a cui venni inchiodata, le convinzioni e l’imprevisto
mi hanno chiamata, resuscitando le volontà disperse
e le membra allargate.”
Noi in coro ti rispondevamo:
“Nessuno sperimenterà nella vita tutto ciò che gli è stato
destinato. Il dolore ha una tinta secolare, vicino a quel rosso
che investe le tonnare. Negli ultimi anni hai scoperto
le cause, ma la castità impone il respiro e
il compendio delle risultanze.
L’autentica santità consiste nel proteggere gli altri,
nel dare il giusto significato alle armi e nel congiungere
i simboli, in un atto sacrificale.
Quindi non ti resta che pregare, innalzando i tabernacoli,
decorando gli altari, seducendo, con garbo e dignità,
ciò che in te reputi informale, perché
non importa conoscere l’esterno per comprendere
sé stessi … il tuo mondo riposa nella vibrazione
di una corda vocale, in un battere di ciglia,
in quel neo, che ingentilisce
il tuo inguine ancestrale.”

(1992)

trascritto da ansuini 22:17commenti (4)

 

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