in visibiliare
Gli disse. Guardi che. Potrei morire. Ho gallerie di specchi, un cuore che si schiaccia. Guardi. Per far di me strage vietata, senza storia, una reggia usurpata, slegata dalla ruota, basta una minuscola barbarie. A recitar delitti si raccolgono tribù di spettri sfitti. Gli disse. Non è poi scherzo curioso, il vizio d’ascoltarmi, la sua gentile mano appoggiata, radunata a questo mio schienale. Ascolti, mi fa male, il trucco morgano, l’iride che spiega l’anarchia. Mia. Mi guardi, signor Grandagonia. Mi faccia un paragone, un sunto cocciuto di chi è sopravvissuto. Mi spiace, ripassi la chimica vergogna, la china umiliazione. Confidi che sono lazzaretti, le pietre di confetti. Che osservo. Con servo.



